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VITTORl PISARI
MELODRAMMA IN TRE ATTI
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VITTORE PISANI
MELODRAMMA IN TRE ATTI
POESIA DI MUSICA DBL MAESTRO
ACHILLE PERI
MILANO
COI TIPI DI FRANCESCO LUCCA.
// presente libretto j, essendo di esclusiva proprietà dell'editore Fraincesco Lucca, restano diffidati i signori Tipografi di astenersi dalla ristampa dello stesso senza averne ottenuto il permesso dai su citato edi-* (ore proprietario.
PERSONAGGI
ATTORI
VITTORE PISANI, ammiraglio
veneziano Sig. storti Enrico
MARIA, sua figlia .... Sig.* Borsi-Deleurie Givlietta
ALBA, matrona, custode di Maria Sig.* Eleonora Parodi
ANDREA CONTARINI, doge . Sig. Ghini Marco
ANTONIO BARBO, patrizio, uno
• Sig. Cornago Gio, Battista
dei Dieci . , . . NICOLO' MEMO, patrizio Messer Grande . *. , PIETRO, pescatore . . Banditore .....
Sig. Giuriati Giuseppe
Sig. N. N.
Sig. Bertolini Remigio
Sig. iV. N.
Popolo di Venezia — Pescatori — Pescatricì
Marinari veneziani
Sopracomiti di Galea — Armigeri, ecc.
Epoca: il 1379 dell'Era volgare.
Scena: pegli atti Primo e Secondo a Venezia; pel Terzo sulla spiaggia deir Adriatico presso Manfredonia,
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ATTO PRIMO
SCENA PRIMA.
La piazza di San Marco colla Basilica di prospetlo, È la fiera della Sensa. Folla immensa di popolo e patrizii vi si aggirano. Sonvi pur molte maschere che danzano, men- tre altri stanno cantando. Tutto è moto e letizia. Il tra- monto è presso,
Patrizi^ Popolo e Maschere.
Tcni (jrodiamo!... ogni volto - d' un riso baleni. Riveli ogni labbro - la gioia del cor. I di su Venezia - Irascorron sereni , Invitan le notti - a gaudii d'amor.
PAjnEl.La bella odalisca - de' mari Signora,
Che al pari di Venere - è surta dal mar. Se a insolita festa - s'adorna, s' infiora, Contempli i suoi figli - con essa esultar.
PAi.TElI.Pur oggi il suo Prence - dall'aureo naviglio Dell'Adria nell'onde - l'anello gettò, Pur oggi de' padri - 1' augusto consiglio Le nozze del Doge - col mar celebrò.
Titti Godiamo!... ogni volto - d'un riso baleni, Riveli ogni labbro - la gioia del cor. Sien sempre, o Venezia - tuoi giorni sereni. Tue fulgide notti - favellino amor.
(suono interno di tamhiirri e trombe chiama la comu/w. attenzione alla sinistra infondo,)
Quale suono ?,.. son que' di Castello Che le Forze verranno a giocar...
Accorriam... - Lo spettacol fia bello , Prodi sempre si soglion mostrar.
(la maggior parte entra a destra j e pochi soli restano passeggiando nel fondo.)
0 ATTO
SCENA IL
Barbo, che s' incontra in Ulemo mascherato , e deltL
Memo Barbo ?
Bah. Memo, non l'è nota la nuova?
Memo No.
Bar. Questa gioia in lutto
Fra poco sarà volta. Me3io e perchè mai?
Bah. Il Ligure ha distrutto presso Pola
Il veneto navil. Memo Che diM... e Pisani?...
Bah. La sua disgrazia é certa; ed io n'esulto; Io che abborro costui, sostenitore D'un' avvilita plebe... Costui che trovo sempr^e qual fantasma Tra me e V impero che vagheggio tanto... Pure potrei salvarlo , Se Maria mei chiedesse. Memo Chi? sua figlia?...
Bar. Dessa, si dessa , ch'amo... Memo Tu si attempato!... Bar. e Io ignoravi ?...
Memo Ignoro.
Bar. I! core non invecchia, ed io l'adoro. Adoro in lei l' immagine Della sua spenta madre, Che veggo nel consiglio. Che apparmi tra le squadre. Che l'odio in cor mi concita Per chi me l'ha rapita; Per chi mi fé la vita Muta di gioia e amor. Ah potria sol quell'angelo Beato farmi ancor! Memo Ti sarà facil volgere
Ad altre cure il cor.
PRIMO 7
SCENA III.
Due Dame chiuse in neri zendadi escono dalla chiesa di San Marco e cercano attraversare la folla , seguite di lon- tano da Piero , che senza essere con esse , pure tien r occhio su loro , e detti.
MEM0Sv3ghÌaniCÌ... (^ Barbo, poi accorgendosi delle Dame)
Che veggo! - Oh , il vago oggetto...
(aui^icinandole)
Bar. Andiam... (« i^J^^io)
Memo (cercando fermare Maria)
Pur vorrei -- vederne T aspetto... Quel velo importuno - alzar non vi spiaeeia; È crudo celare - sì giovine faccia, {f^ p^f aizarh
il zendadoj e n è con dignitoso modo respinto)
Ah! Ah!... v' adirate!... - Bau. (/« lo stesso) Perchè, bella diva,
Volete a quest'ora - mostrarvi sì schiva?
PlK. (^^*^ aifrà tutto osservato balza di subito Jra le Dame e gV importuni, dicendo loro con fuoco:)
Che osate, signori?...- Bau., Memo (« Piero sprezzanti) Che cerchi?... ti scosta... Pie. Rispetto alle dame... -
Bar. {toccando un braccio a Maria) Non merli risposla. Pie. {ì't dipingendolo con impeto, mentre le Dame si confondono nella folla e partono)
Ebben, se codardi - del tutto non siete.
Ragion di quest'atto- qui darmi dovete. Bar. 0 vile plebeo - chi scender può a te? Pie, Io vile?... qui tutti - stringetevi a me.
(alla fila che torna)
CoRoO Piero, che accadde?... - che cerchi? (attorniandolo) Pie. M' udite
Fratelli , sentenza - tra noi proferite. E vii chi d' una giovane Franca difesa imprende?
8 ATTO
0 r uom che con audacia Il suo pudor ne offende?
Coro Foss' egli pur patrizio ,
Viiissimo si fa.
PiK. Adunque, o miserabili,
(a Barbo e Memo con trionfo)
È vostra la viltà. Sapete su qual angelo {Ma folla)
Stendessero la mano? Coho No.
Pii:. Sulla nobil figlia
Del prò' Vittor Pisano... Cono Viva Pisani!... perano
Quanti insultarlo osar.
(per iscagliarsi su Barbo e Memo)
Pie. Cento contr' un! - frenatevi,
(al Coro frapponendosi)
Lasciate me parlar. 0 superbi , confusi partite , (« ^^^^^ e Memo) Finché l'ira ne' petti si frena... Guai se dessa su voi si scatena! Come fulmin tremenda cadrà. P1E..C0110S' è a voi cara la vita, fuggite, 0 ch'estremo tal di vi sarà. Bau. Non pavento, disprezzo gl'insani,
S' ebbri irrompono a stolta minaccia; La parola che atterra, che schiaccia Dal mio labbro qui uscir non s'udrà. Ma pria forse che sorga il domani Chi m' offese pentirsi dovrà. Mksio (Vien, mi segui, 0 l'atroce minaccia
Da costoro compirsi potrà.) {pi^mo a Barbo) {Barbo e Memo partono j la folla j seguendo Piero, si di- sperde nel fondo a sinistra^ doi»' è nuouamenie chiamata dalla musica de' Castellani,)
PRIMO 9
SCENA IV.
Salotto nel palazzo Pisani. Di fronte un poggiolo aperto, fuori del quale si vedrà il cielo ed altri palazzi dalla parte opposta del canalazzo. È notte. Una lucerna d' ar- gento sopra una tavola rischiara la stanza , che avrà due porte laterali.
filaria entra seguita da Alba. Sono ancora chiuse nel zendado; un Servo con ardente torcia di cera le pre- cede , poi subito riparte.
Mar. Alba, ch'io segga... son turbata ancora...
^ (si lei^a il zendado che consegna ad Alba ^ poi s^ abban- dona sopita un seggiolone presso la tawola)
Senza quel giovin. Io sa Dio qua! onta Colpito avrebbe d'un Pisan la figlia! Dal ciel ne parve sceso... chi era desso?... ALBAEra il figliuol di Marta... Mar. Il mio fratel di latte? a me si caro? AlbaSì, Piero il pescatore.
Noi ravvisaste? Mar. Mei vietò il terrore.
Alba A quest'ora fu audacia T uscir sole..,
Vel dissi... noi credeste... Map.. è vero 5 è vero;
Ma di preci avea d' uopo... Ah sì 5 di preci... che un presagio orrendo Assiduo lacerarmi il core intendo. Sognai solinga scorrere D' azzurro mar sull' onda ; Il ciel parca sorridermi , Sorridermi la sponda!... Da ignoto arcano palpito Sentia commosso il cor... M' era quel sogno un'estasi Non mai provata ancor. Alda Non sono tali immagini
Presagi di terror.
{la notte si fa pia fìtta, e lampeggia) ViUore Pisani 2
iO ATTO
Mar. M' ascolta... sparve rapida
La scena si ridente...
Turbarsi veggo il pelago,
11 ciel farsi rovente...
Schiara il guizzar de' fulmini
La pugna di due squadre,..
Tra combattenti scorgere
Farmi ferito il padre!...
^Un grido... quel dell'anima,
^Sprigiono dal mio petto...
^Mi desto... balzo... e in lagrime
•^Ricado sul mio letto...
Or dimmi tu se chiedere
Dovea conforti al ciel.
Di' tu, s'è da compiangere
Lo stato mio crudel. Ai.iiA Ti calma... e il rio presagio i^iuona)
Vedrai disperso andar... Qual svanirà 1' oragano
Ch^ or odi minacciar.
(Tuono e lampi. Maria siede commossa chiudendosi tra le palme il trotto. Alba s'aui^icina al verone s frallanto dal canalazzo si sente un lontano canto che gradata- mente si appressa e passa:)
UfvAvocE Voga voga; la procella
Non temere, o pescator; La speranza è amica stella Pari all'astro dell'amor. Del destin vince la guerra (allontanandosi)
Chi sa impavido pugnar. Dopo il pianto sulla terra Torna il riso a balenar. M IH, L'odi tu?... par che il cielo mi conforti
Col labbro di quest'uomo!... {poi risoluta)
Sì , del destin la guerra Intrepidi sfidare è duopo in terra. Dal mio pensiero fuggano Le larve del timore;
PRIMO 11
Ho de' Pisani il core; Il fato affronterò. Minacci oppur sorridami. Lusinghi 0 mi condanni. Nel gaudio o negli affanni Egual mi serberò. Alua Ed io letizia e lagrime
Con te dividerò. (^'^^'"^'^^ nella stanza a sinistra)
SCENA V.
Dopo qualche istante ¥itlope Pisani esce dalla destra chiuso in nero mantello.
È questo il tetto mio!,..
Glorioso di qua partivi un giorno,
Quale adesso, o Vittor, vi fai ritorno?...
E Maria.'^... la mia figlia!... ah si, quel core
Lentamente dispongasi al dolore, (depone u mantello)
Olà?... (i'erso la scena)
SCENA VI.
Detto e Ularia che torna dalla stanza, tenendo tra le nìani una lettera aperta, e si precipita nelle paterne braccia.
Mah. Mio padre!
ViT. Figlia !
Mar. ai sen ti stringo ancor!
a ^ É in questo amplesso un palpito
Cui regge a stento il cor!... Mah. a tempo il cielo qui t'ha guidato...
Nelle mie stanze, ve' eh' ho trovato.
(gli m OS tra il fo^j, l '<, )
ViT. Un foglio!
Mar. Leggi .. fia menzognero ;
Sarà un'insidia cotesta... io spero. ViT. Tuo padre vinto fu presso Pola^ (le^i^cndo)
Torlo all' infamia potresti sola,.. Chi scrive t^ ama.,, fallo felice^
E tuttOj 0 belUtj sperar ti lice.
12 ATTO
Mar. Né v'ha alcun nome!...
Vjt. (^^P^ ^^^^^ riflessione) BarbO è COStUi.
Mar. Barbo... dicestii'...
ViT. Barbo... colui
Che fiero e avverso a me fu sempre ^
Maligno core, d' inique tempre... Mar. Ma tu, deh parla... parla sincero,
Tu fosti vinto ?.,, ViT. Perdemmo, è vero.
Ardeva già ne' Veneti
L' usato amor di gloria...
Pugnammo, e già sorriderne
Pareva la vittoria,
Lorchè improvviso turbine
Sconvolse gli elementi,
E contro noi de' venti
L'ira fatai soffiò. De' Liguri l'audacia
II nembo secondò. Mai.. (Ah non mentia il presagio (^« *^ colpita)
Che ì sonni miei turbò!) ViT. De' miei nemici sperdere
Le accuse vo' in senato...
Barbo... quel vii confondere... Mar. Ah dunque ei t' ha accusato?...
Fuggi, deh fuggi, involati ;
Di te, di me pietà...
ViT. E chi a Vittor consiglia , {grm^emcntc)
Domanda una viltà?... Non è, non è mia figlia
Che si parlato or m' ha. Mar, Io non potrei sorvivere
Alla tua cruda sorte,
Qui la sventura è morte,
Salvarli non potrà... Deh cedi, o questa misera
D' angoscia morirà.
PRIMO ir.
SCENA yii.
Uesser Grande, che entra dalla destra, 41ba dalla sinistra e Detti.
M.G.Messer, 1' Eccellentissimo Senato (« littore)
T'impone comparire a lui dinante. ViT. Intesi... al nuovo di... M.G. No, no, all'istante.
ViT. Si compian suoi voler... Mia figlia, addio.
(si abbracciano)
Mar. Ch'io ti lasci?... no, mai... venir vo' aacIiMo. No, rapirmi a questo amplesso,
Padre mio, non oseranno;
Di seguir sarà concesso
A una figlia il genitor. Qui da Barbo insidiata
Preda all'onta ed all'affanno,
Solitaria, desolata
Io vivrei morendo ognor. ViT. Di tua madre la sant' alma
Veglierà per te dal cielo;
Ricompon tuoi spirti a calma,
Non tremar pel genitor. La virtù, eh' è usbergo mio.
Di calunnia sprezza il telo.,.
È al trionfo cui m' avvio.
Non all'onta, al disonor. Alba Deh, Maria, Maria, li calma,
0 più cruci il genitor.
y[ Q, (ditfidendolì sci^eramentej dice a Maria)
Tu riman. {poi a nt.) mì seguì, Mat\., ViT. Addio!...
Ah! morir mi sento il cor!...
(Vittore segue il Messer Grande fuor dalla destra. Maria cade sul seggiolone assistila da Alba*)
FINE DELL^ATTO PRIMO.
ATTO SECONDO
SCErSA PRIMA.
// lido di Venezia, della quale si vedranno i lumi a molta distanza. Avvi una piccola eminenza di sabbia ed alquante rapanne di Pescatori. È notte, splende la luna.
Alcuni Pescatori si occupano ad apprestare le reti in ai- rune barchette legate presso la sponda, dalle quali smon- tano per sollecitare altri, che colle lor donne soprag- i^iungono dalle capanne, portando seco altri ordigni, e qualche piccola lanterna.
I Pronto è il tulio?.. . (t^enendo dalle capanne)
li Lesti siamo.
I Issa dunque... al mare...
II Al mar. Tutti Della brezza profiUiamo,
Non s'indugi più a salpar. - Su su all'opra, secondano i venti
I fidenti - pesealor. S'è la terra ai colono feconda.
Lo è pur l'onda - al pescator.
Ne
XT' fia in breve tornare concesso
Vi
All'amplesso - dell'amor. Qui la pace è regina d'ogni alma;
Qui la calma - è in ogni cor. Non s' indugi più a salpar.
Issa dunque... al mare... al mar!...
(Gli uomini montano nelle barche _, issano le vele ^ e si allontanano cantando verso la destra. Le loro voci si vanno gradatamente perdendo. Le donne rientrano nelle capanne. La scena resta per poco vota e nel silenzio,)
ATTO SECONDO \ìi
SCENA II.
Giunge dalla sinistra una barchetta guidata da un sol uomo. É Piero , il quale ne scende concentrato.
Pie. Oh povera Maria,
Quale sarà il tuo affanno!...
Or che fra ceppi indegni il padre è avvinto !
Ma non temere; qui a salvarlo io giungo...
(pausa j poi sospirando dice:)
Ah perchè mai costante All'amor di Venezia un altro unisco?... Ah perchè mai dalla mia bassa polve Erger oso il pensiero fino a lei; E r angelica figlia del possente. Del temuto patrizio
Vivrà d'umile pescator nel core?... (pausa)
Perchè distanze non conosce amore. Pargoletta dalla culla
A me pargolo sorrise ;
Quando crebbe poi fanciulla
Co' suoi giuochi i miei divise ;
Io l'amai fino d'allora.
Senza speme l'amo ancora;
È suo tempio questo petto ,
Ara il core a lei fedeli... Un sospir di questo affetto
Né la terra udia , né il eie!.
(resta pensoso j s' ode un lontano canto)
Vo<i Se la terra al colono è feconda.
Lo è pur Tonda- al pescator. Pie. ?5Quai voci!... ah sono i fidi miei compagni
«Che tendono le reti!... (pensa un istante, poi:)
No, differir l'impresa non potrei... Ciel, se m'inspiri, secondarmi or dèi...
(con esaltazione j poi entra correndo in una capanna)
Voci Qui la pace regina è d'ogni alma (lontano)
Qui la calma - è in ogni cor.
i6 ATTO
Pie. (^^^^ dalla capanna con una fiaccola accesa ^ sale il monti- cello di sabbia ^ ed agitando nelV aria la face , grida :)
A riva , pescator...
L'usato segno è questo {poi e. s.) A riva, a riva...
Voci A riva... a riva... (meno lontane)
Pie. (con gioia) Si 5 si, lo inteser dessi...
(Agita nuovamente la face in silenzio j e cerca di rac^ coglier lo sguardo nel punto onde sonosi udite le uoci^ poi dice contento :)
A questa volta già niosser le prore !...
(Scende dietro il monticello. Giunge una barca, un'altra ancora , una terza , da cui scendono i pescatori,)
SCENA III.
Detto, Pescatori, che sbarcano, e non vedendo alcuno dicono:
L Nessun qui v' ha !...
II. Pur fu gridato a riva!...
Pie. (^Sfi^f^do da dietro il monticello)
Dal labbro mio quella parola usciva.
CoRoSei tu Piero ?... (circondandolo)
Pie. Si 5 amici...
Coro Favella ,
Che ne rechi ?... Pie. Un' infausta novella.
Di Venezia è distrutto il navile;
Già la flotta de' Liguri ostile
Ha sorpreso di Chioggia le mura...
Già la tengon... d' estrema sciagura
Già minaccian V Adriaca città. CoRoOh che narri!... né speme più v'ha?... Pie. Della madre all' istante periglio
L'armi impugna ogni veneto figlio... Cor»oE noi pure... noi pur pugneremo; (conslancio)
Sangue, vita per lei spenderemo. Pie. Si, ma un duce ne vuol. CoT^o Sia Pisani.
Pie. In catene egli geme.
SECONDO 47
Cono Domani
Sarà a forza da noi liberato. Pie. No... sen chieda la grazia al Senato... CouoSì, sta ben... ricusarla non può.
■'■""■Vivfpier'oi ora » del % i„s„irt.
Pie. Si , di speranza un'iride (^«'' cniusiaswo)
Su noi balena ancora ;
Dell'Adria la Signora
Pur anco non morrà. Il suo Leon terribile
Emetta un sol ruggito,
E sul clodiense lito
Il Ligure cadrà.
Ttnri {ripetono coti entusiasmo)
Pjf. Or pochi sol mi seguano... Al di nuovo Di Marco al foro converrete?.,.
Cono {unanimi) Tulli.
Pie. Giuratelo.
Coro 11 giuriamo.
Pie. Là a Vittor fiderem la nostra sorle
Per divider con lui... Tutti (quasi urlando) Vittoria, o morte...
(Piero entra con alquanti in una barca ^ e muove vei'so Venezia; gli altri entrano nelle capanne.)
SCENA IV.
Galleria nel palazzo Pisani. Due porte laterali ; fuga di stanze nel fondo a destra. La notte è rischiarata da una lumiera di cristallo muranese che pende dal so/Jitlo. V ha una tavola coli occorrente per iscrivere,
Ilaria ed Alba entrano dalla sinistra parlcando.
Mar. Di me egli chiede?
Alba Si , o signora.
Mar. e il nome ?
AlraU suo nome celò, si come il volli».
Mar. Va, gli annuncia che ignoti non ascoUo.
Vittore Visani 3
i8 ATT 0
SGENA V.
Dette , e Barbo mascherato che , fermandosi sulla soglia a destra, ascolta le ultime parole, poi si avanza , e to- gliendosi la larva dice:
Bar. Ben diceste ; ma noi ci conosciamo.
Mar. Voi 5 messer Barbo!...
Bar. Favellarvi bramo.
Mab.NcI tetto de* Pisani entrare ardite?
Bar. Sì, per giovarvi.
Mar. Come?...
Bar. Udite.
{Fa cenno piuttosto imperioso ad Alba di uscire ^ ed ella parte dalla destra indispettita,)
SCENA Yl.
Ularia e l»arbo, poi Alba che si terrà indietro.
Bar. Avvi tal uomo di cui nel core
Fiamma accendeste di forte amore;
Ei franco 1* animo un di v' apria
In uno scritto, bella Maria;
Per lui vi chieggo, se dee sperar;
S' angelo o dèmone si dee mostrar. Mar. Di sprezzo degno creder io soglio
Chi senza nome dirige un foglio. Bar. Pensate, o giovane, al padre vostro...
L' uom che lo scrisse... potria salvarlo.,. Mar. Se il puote ed esita, è un vile, un mostro...
Avrò sol core per detestarlo. Bar. Ah no, calmatevi... quello son io...
Mar. Voi!., voi!,., diceste?
Bar. Si.,, che desio,
Che voglio, 0 cara, felice farvi... Mar. Ite, signore, non so che odiarvi, (con fuoco)
Bar. Sia,., v'obbedisco... * Ma, ebben, sappiate,
( ^ freddamente affinandosi j poi ionia a lei con mistero)
Ch' esigilo 0 morte, al padre or date,
{/liba parte dalla destra)
SECONDO 19
Mah. Morte od esigilo?... ho bene inteso?...
Bar. Tale è il giudizio su lui sospeso...
Vi manca un voto... a darlo io vo?... (s'auiùa) Maiì. Ali no... sostate... v'obbedirò.
Salvatelo, salvatelo.
Signor, ve ne scongiuro; A' desir vostri cedere Fella sua vita io giuro. Che al seno ei possa stringermi, Che io lo riveda ancor... (Immenso è il sagrifizio, (ria *è)
Ma salvo il genitor.) Bau. Oh bello, oh raro esempio (« Maria)
Di figliale amor! (Ben io sapea che cedere (^^« ^è)
Doveva alfin quel cor!)
SGENA VII.
Detti Ciì Alba ch'entra dalla destra, e inosservata guida Piero, il quale si cela con essa nelle stanze del fondo, di dove ascolta la scena seguente, fmchò inatteso a tempo ne' esce ; a tempo pure entreranno alquanti Pe- scatori armati dalla destra.
Bar. (^''t*c dal seno due foglia e mostrandone uno a Maria^ le dice)
Schiuso il paterno carcere Vi fia per questo foglio. MAh. Si?... tosto a me porgetelo...
Bar. Ma... securtà pria voglio
Che sposa uìia sarete. Mar. e quale?
Bar. (^« presenta V altra cai'ta) SoSCrivcte. Mar. (^^ scorre, poi dice)
E il padre assentirà?
Bar. Si... 0 Barbo voterà. {marcatissìmo)
Mar. (Immenso è il sagrifizio, {da so)
Ma salvo il genitor!)
20 ATTO
Bar. (Ben io sapoa che cedere
Doveva alfin quel cor!)
{Maria firma il foglio e lo porge a Barbo , dal quale sta per ricevere V allìo^ quando Piero^ spirilo da Alba, entra ini- proi^uìsantente tra loro, e strappati i fogli dalle lor mani lacera quello di Mariuj cui consegna l'altro di Balbo)
Pie. a me tai fogli... voi volale al padre. (« Maria)
{Maria parte guidata da Alba) (a Barbo che correbbe parlare)
E tu... silenzio... lu qui rimarrai.
(accenna alla destra j ed entrano alcuni Pescatori armati di stocchi e fioccine cui dice:)
Vita per vita, amici, io vel consegno,
{i Pescatori si /anno sopra Barbo, che impano tenta parlare sotto le punte degli stocchi.)
Finché compiuto sia i' alto disegno.
{Piero esce dalla destra. Barbo è tratto a forza dai Pesca" tori in una stanza a sinistra. Tate scena deve eseguirsi con. rapida precisione,)
SCENA Vili.
Carcere terreno nel 'palazzo ducale, A sinistra è una porta. Nel fondo avvi altra porta grande chiusa da solide imposte di legno, aperte le quali a tempo si vedranno attraverso le sbarre d'un robusto cancello di ferro, il Broglio, il Molo, la Laguna, V Isola di San Giorgio. È V alba che manda poca luce per due alte finestre laterali alla porta, chiuse da vetri e inferriate. Un cattivo letto, una rozza tavola, uno scanno, una brocca, una tazza di legno, ne formano tutto V arredo.
La scena resta vuota un istante; entra quindi Wiltorc S^isani colle catene ai polsi ed ai piedi. Il ilflesser ^■rande e due Custodi lo seguono.
ViT. È al carcere di nuovo che mi guidi? («^ M, G.) Una scure ed un ceppo men tremendi Sarien per 1* uomo alle battaglie avvezzo...
Questa non è una tolda... {calpesta con impeto il suolo)
Non ho qui il bacio de' marini venti...
SECONDO 21
E che s' indugia dunque
A spegner questa inutile mia vita?.
La sentenza a che tarda?... M.G.Pende indecisa ancora;
Un de' Dieci mancava...
II vedeste , messere... ViT. (marcato) Ed era Barbo.
M.G.Sperate; può il suo volo
In raen cruda mutar la vostra sorte. ViT. A me da lui non può venir che morie.
(con amarezza^ quindi con imperioso gesto segna al Messe? Grande ed ai Custodi di uscire j e n* è obbedito, S' ab' bandona poscia spossato dalla interna lotta sopra la panca^ sulla quale rimane un istante silenzioso j e combattuto da mille dolorosi pensieri)
SCENA IX.
Vittore Pisaai solo.
Di fellonia m' accusan!... traditore Osan chiamar Pisani... e le ferite Che incancellabil traccia Lascìaron sul mio petto, * Angeli eterni,
(^ sorgendo con ìmpeto)
Voce non han per l'alma di costoro!... È Venezia in periglio, ed io qui moro!...
0 giovinetto, addestrati, (con amara ironìa)
Spendi il tuo sangue in guerra. Combatti, vinci, o misero, Pella natal tua terra... Ma se a te un giorno arridere Fortuna non vedrai , Gridarli sentirai; Infame Iraditor... Perfino la memoria Cadrà del tuo valor.
21 ATTO
SCENA X.
Detto e Ilaria, introdotta da un Custode che parte. Mar. Padre 5 padre... (fuori della porta)
VlT. (trasalendo) Qual VOCe!... (Morìa entra)
Mia figlia!
Mai\.MÌ sorreggi... (s* abbandona spossata nelle paterne braccia)
ViT. Su, Iena ripiglia.
Chi a te schiuder potea queste poi*te l,,.
(la Ja sedere sulla panca)
MAK.Teco volli indivisa la sorte...
ViT. Pur favella...
Mar. Più tardi il saprai...
Per qui giungere... tutto affrontai...
Cono Viva il prode Pisani!! {fiior della porta in fóndo)
ViT. Che sento!...
ConoEi ne guidi concordi al cimento; Ed al Ligure estrema sciagura Sian di Chioggia espugnate le mura.
(picchiano con furia alle imposte)
VlT. Quai clamori!... Cono Con esso a pugnare
Voleremo... Venezia a salvare...
(Le imposte sono a forza spalancate j il giorno è pieno , ed attraverso il ferreo cancello si vedrà Piero alla tesiu d* un' immensa folla di pescatore armati e popolo d* ogni sorte j gridante a piena gola:)
Viva il prode!! ViT. No, viva al Senato,
Viva al Doge sia solo gridato. Coro Viva il Doge! il Senato ne renda
Un Pisani che tutti difenda!...
Viva il Doge!!!
(Si sente uno squillo di tromba dall'alta loggia esterna^ la folla esce dal Broglio j e correndo sul Molo sta in pro- fondo silenzio ascoltando la voce d^ un Banditore che dice:)
I
SECONDO 25
Bawdit. La grazia è concessa.
Coro Viva il prode!! (con giubilo)
Bapìdit. Ad esso è commessa
La difesa del Veneto lito. (squillo di trombe)
Coro Viva! viva!... (tornano ad ajfollarsi al cancello)
VlT., Mar. (abbracciandosi giubilando esclamano)
Oh conlento infinito!!! SCENA XI.
iberno ed altri Senatori ch'entrano dalla sinistra, e delti.
Memo (ordina d'un gesto ai Custodi che sì apra il cancello : quindi va a Pisani j e sciogliendolo di sua stessa mano dai ferii gli dice :)
Vieni al Doge, l'accingi a provar Ch' ogni offesa lu sai perdonar.
(nuoui applausi della folla che aura innondata la prigione) ' VlT, (risolto ai Senatori col più. uiuo entusiasmo:)
Ah! impugnar di nuovo un brando
Co' fratelli potrò ancor! Darò prova ancor pugnando
Che non sono un traditori Di Venezia non è figlio («^'« /«^'«)
Chi a seguirmi larderà; La gran madre dal periglio
Più superba sorgerà. Tutti . Di Venezia non è tìglio
Chi a seguirti tarderà ; La gran madre dal periglio
Più superba sorgerà.
(la folla esultante riparte dal cancelloj Vittore e Maria seguono Memo ed i Senatori di escono dalla sinistra)
24 ATTO
SCENA XII.
La piazzetta di San Marco, - Nel fondo si vede il gran ca- nale, più indentro V Isola di San Giorgio e la Giudecca; a sinistra dello spettatore sono la Basilica, il palazzo ducale, il Molo, da cui si va alla riva degli Schiavoni, A destra di fronte alla chiesa sta eretto un padiglione., sotto il quale è una gradinata che sostiene il trono du- cale, e vari seggi seìtatorii,
Piero, Pescatori, Popolo vengono dal Molo, e accompagnati da una banda di suonatori cantano allegramente il seguente:
Coro Tergi le lagrime -bella odalisca;
Non fia che il veneto -nome perisca; Vedrai se a Genova
La tua rivai Di Chioggia il margine Sarà fatai. Tergi le lagrime - deponi il lutto, Giocondo a ridere - torni il tuo. flutto; Converso in giubilo Ti sarà il duol ; Sciorrà il tuo aligero Più ardito voi. Madre, rinfrancati -grave è il periglio. Ma ferve V anima - d' ogni tuo figlio. Non é de' veneti
Spento il valor ; Pugnare e vincere Sapranno ancor. Vedrai de' Liguri - l'ardir troncato Or che magnanimo -duce n' è dato!... Pisani gloria
Nostra sarà; Egli a vittoria Ne guiderà.
SECONDO 25
(durante il suddetto coro escono dalla chiesa di San Marco quattro J^ombetlìeri colle trombe d*argentoj poi noi^e Alfieri portanti altrettanti stendardi dì i^ellutOj tre rossi, tre bianchi^ tre gialli j, che si porranno in fila alla sinistra del padiglionej poi i Savi agli ordini^ poi ì Senatori^ tra quali sono Barbo e Memo^ poi il Doge. Andrea Contarini^ al cui fianco è Vittore Pisani in co^ stume di grande ammiraglio veneziano; Maria^ seguita da Alba, gli sta presso. Seguono lo Spadario, lo Scudiere, i Cavalieri^ il Cappellano ducale. Un cavaliere porterà lo stendardo della re- pubblica, avanti il Dogej un altro terrà aperto sopra il suo capo un ombrello di tocca d'oro; i Paggi ne sosterranno il manto. Il Dogej i Senatori, i Savi, Vittore Pisani siedono^ Maria ed Alba sono ai piedi del trono. Nel canale Jrattanto si avanzano le galee, finché giunge la nave ammiraglia, che si Jermcrà di prospetto. Terminato il Coro Pisani sorge, e va a situarsi nel mezzo da- vanti al trono; Maria se gli avvicina alla destra; Piero è primo tra i popolani. Il Doge allora alzando gravemente la destra im- pone a tutti silenzio, e con emozione dice a Pisani ;)
DoGEVenezia, madre nostra, o prò' Pisani, Caduta all'orlo dell'eccidio estremo Ti chiede una vittoria che la salvi; Ed io, suo prence, pure ti domando, D' ogni ordine in presenza, Che dell' oblio col vel copra il passato.
ConoViva Pisani !...
Doge (nuovamente impone silenzio)
E chi accusarti ardia...
TuTTlDair invido livor punito sia. {meno Barbo)
ViT. Qui fra 1' altare e il trono ,
Innanzi al prence e a Dio Giuro pel sangue mio
{posando la mano sul capo a Muria) Che r onta VO' scordar. {fissando Barbo)
D' Anzio il Pisani io sono, {alla folla)
Son di Venezia figlio; La madre dal periglio Saprò con voi sottrar.
TcTTl Ah generoso è il detto {meno Barbo)
Che sul tuo labbro suona!... È grande chi perdona E Tonta può scordar!...
26 ATTO
Speriamo... chi del tetto
Combatte per I' onore
Non può che vincitore
A' lari suoi tornar. Bah. (E sempre a me d' innante (da sé)
Trovar dovrò costui!...
E tutti 5 e sempre in lui
Dovranno confidar! Ah giungerà V istante
Che il cor da tanto aspetta...
Alior la mia vendetta
Alfin potrò saziar!)
Doge (*^'o^.» ^ presa dalle mani del Cavaliere la bandiera di San MarcOj dice a Pisani:)
Il vessillo del Leone,
Ch' or Venezia ti confida, Alla gloria ti sia guida, Teco rieda vincitor. Coro II vessillo del Leone
Sia de' Liguri il terror.
Vir, (frattanto piegato un ginocchio dat^anti al trono ^ e ricei^uio dal Doge un amplesso _, presa la bandiera, torna al suo pò- stOj e scorgendo tra la folla Piero j gli dice :)
Piero, appressa. (^^ trae nel mezzo ^ e lo presenta al Doge dicendo) X te fu padre
Uom che d' Anzio alla giornata Nella pugna delle squadre, Se perdendo, mi salvò. Doge, imploro che recata
Questa insegna mi sia presso Da tal giovin... Doge(« Pisani) T' è concesso.
(Vittore consegna lo stendardo a Piero) Mar. (fi^* vicinandosi trepidamente al padre)
Ed io sola rimarrò?...
VlT. ^Q^^^V abbraccia i poi la presenta al Doge dicendo)
La luce de' miei giorni
Trovi, 0 prence, un padre in te;
SECONDO n
Su lei veglia, e quando io torni Nuovo gaudio sia per me.
Doge {scende dal trono, a ricevere da Pisani la fii^Ua cui dice .-)
Si. comun la mensa e il letto. Giovinetta, meco avrai...
{s^ode lontano tuonare di artiglierie a destra)
Ma che fu?., che accadde mai? Tutti Colà ferve il battagliar.
VlT. {sguainando la spada esclama con entusiasmo)
Armi dunque, fratelli, affrett < '
Già n'appella tuonando la pugna...
Nella destra un esercito impugna
Chi pe' lari brandisce V acciar.
rj . . . , jiamo ,
^u nemici a ruotarlo voi . '
aie ,
Come falce tremenda di morte;
Un, sol un, dell' audace coorte
D' Adria il mare non dee risolcar.
TcJTTI {i^eno Barbo j ripetono con entusiasmo)
Bah. (Va, superbo, a te forse la morte {^^
Tanta audacia potrebbe costar.)
VlT. (pf'^'^de il vessillo j ed agitandolo neWaria^ corre y seguito da Piero j ad imbarcarsi sulla nave ammiraglia^, donde manda un addio alla figlia^ al Doge, a tutti che rimangono for- mando un quadro. In questo punto le campane di San Marco salutano la partenza dell* eroe guerriero.)
FINE DELL'ATTO SECONDO,
ATTO TERZO
SCENA PRIMA.
Spiaggia delV Adriatico, presso la quale sta siill'àriGora tunga pia di galee veneziane. In lontano a destra vedesi appena la città di Manfredonia, a sinistra sorgono alcune tende militari, la più vicina delle quali, su cui sventola la ban- diera di San Marco, è quella dell' Ammiraglio^
Piero immoto sta fissando la maggior tenda, utoì dice : j\
E bella la vittoria, o prò' Pisani ; Dolce il giulivo canto Che Venezia redenta per le sposa Al mite susurrar de' mille flutti Bacianti a gara il suo piede regale!... Ma tu non l'odi qui, eh' egro, languente Peglì stenti durati e le ferite Vegli tuttora la nemica audacia . Ed il paterno lare invan sospiri!... Lungo è Venezia, è vero; Pur dacché il Doge l' inviò Maria La sua presenza il tuo soffrir tenia.
SCENA IL
Maria che vien dalla tenda, e detto.
Mar. Piero ?...
Pie. Signora?.-
Mar. a te confido il padre;
Io vo' a pregar per esso. Pie. Ah sia felice
Quant^ io, deserto in terra, non Io sono. Mar. Perchè?
TERZO 29
Pie. Non una voce ,
Non un prego per me s'innalza a Dio... Mah. Ma che l' auge i^... per le salirà il mio. Pje. Ah si, come V effluvio
D' immacolato fiore. Che il maltulino zeffiro Tributa al creatore , Salgan lue preci e implorino Conforti all'alma mia... Sei tu, sei tu. Maria, L'intero mio avvenir... Che dissi ?... ah prima un fulmine Doveami incenerir. Mar. Non imprecare... calmali; Nulla inles' io d' ignoto... Non è forse dissimile De' nostri cori il volo... Pit. Che senio !... e fia possibile !...
Mah. Ogni alma ha il suo mistero.
Pie. Ah sì... gli è vero... è vero !...
Mah. e Dio n' è scrulator.
Ei può mutare in giubilo Le lacrime d'un cor. a 2 Sul mar della vita è un faro la speme , Che r onda men buia ne fa del penar„ Fidenti a sua luce volgiamoci insieme, E l'onda , securi , potremo solcar. Pie. De' miei giorni nel pelago è scoglio
La sventura d' ignobile culla. Mar. Ed accenderti a nobife orgoglio
Dovrà forse un' imbelle fanciulla L.. Pie. Che sia ignori un abbietto natale. Mar. So che spesso il valore prevale. Pie. Il valore ì Mar. e tu se' valoroso ;
Spera dunque... Pie. Ch'io speri?... ah non l'oso.
Mar. Osa^ 0 Piero... i miei delti comprendi.
30 ATTO
Pie. Ah per essi beato mi rendi !
Mak. Si, la mia voce all'anima,
0 Piero, ti discenda,
Ed a sperar le apprenda
Un premio al tuo soffrir.
Fugato il nembo , splendere
Più limpida, più bella,
Vedrai d' amor la stella
Sul dubbio tuo avvenir. Pie. Si , la tua voce angelica
All'anima mi scende,
Ed a sperar le apprende
Un premio al suo patir.
Ripeli , deh ripetimi
Accento si beato...
Compenso del passato
Avrò neir avvenir!...
(Maria s' allontana a destra j Piero entra mila tenda di Pisani.)
SGENA III.
Campagna poco distante dal mare , il quale si vedrà nel fondo attraverso gli alberi a destra dello spettatore. Nel mezzo è una folta macchia; a sinistra presso la bocca d' opera, al pie d'una roccia, ombrata da annose piante, sorge una cappelletta votiva , che si vedrà internamente illwninata. Un solo cancello di ferro ne chiude V ingresso. È il crepuscolo della sera.
Alquanti marinai vengono guardinghi dal mare.
I. Inoltriamo.
II. Questo è il loco. TcTTi Ei pur qui sarà tra poco.
I. Gli è patrizio...
II. Gran signore...
I. Piena borsa...
II. Largo core...
ì
TERZO 31
Tr;TTi Potrà bene compensar
Chi lo voglia secondar ! - Non più dunque... lesti, queli, Appiattiamci , qui segreti , Finché notte terra, e cielo Tutto avvolga del suo velo... Lorchè Barbo ci vorrà,
Come folgori ne avrà, {^anno inciso la macchia)
SGENA IV.
Detti e Barbo chiuso in ampio mantello veneziano , che viene dalla sinistra.
Bar. Brave genti, il legno è lesto?
Coro A tuoi cenni tutto è presto.
Bar. Bene sta... vi nascondete
Finché oprar con me dovrete.
Cono {d'uiando a nascondersi con Barbo fra gli alberi della macchia)
Lorché Barbo ci vorrà , Come folgori ne avrà.
(entrano tutti fra gli alberi)
SCENA V.
Maria sola dal fondo a sinistra.
Povero Piero!... ei m'ama!...
L' intera vita in tale affetto ei pose !...
Né d' amore un accento
Prima d' ora ne mosse..*.
Costante ei m'ama, eppure sempre ignora
Come fin dalla culla io pur l'amai!
Ma il tempo di svelarlo é giunto ornai!...
(si uolge alla cappelletta e con passione dice :)
O tu del ciel Reina,
Che vedi un tale amore.
Pietà di noi , pietà del genitore.
(cade in ginocchio dat^anti la cappelUtta :)
32 ATTO
Del padre i giorni serbami,
Ch' ei viva alTaaior mio;
Accogli queste lacrime,
E le presenta a Dio...
Clemente una lai grazia
A te non negherà... Prega... a sua madre il figlio
Resister non vorrà.
SCENA YI.
Detta, Barbo e Marinai ch'escono quietamente dalla macchia, e dicoii tra loro.
B1H.5 Coro Rapiscasi... al naviglio Seguirne ella dovrà.
(Maria terminala la preghiera^ depone un^ offerta^ e volgen- dosi trova Barbo inginocchiato al suo piede che le dice con ipocrita tenerezza:)
Bla. 0 Maria.
Mah. Chi sei tu ?
Bau. Non mi vedi?
Mar. Barbo ! (indietreggiando raccapricciata)
Bah. [alzandosi) Barbo, che invano il suo core Altra volta poneva a' tuoi piedi. Che qui ancora vuol chiederti amore, Pietà, almen della pena sua acerba...
Mau. Sciagurato... (^^^ isprezzo per andarsene)
Bili, {mutando stile) Tranquilla ti serba, (trattenendola)
0 la forza... (indicando ì marinai)
Mah. (gridando) \\ sOCCOrSO...
Bah. («^ Coro) Eseguite...
Le sue grida insensate impedite...
Ì\1ar. (<^^'* nobile fierezza ai Marinai che la circondano)
Non un passo... Cono, Bar. Silenzio... di lai
iNon é tempo, seguirne dovrai...
(aj^errandola sulle braccia) Mar. Mi lasciate... (cercando sAncolarsi)
I
TERZO 35
SCENA VII.
Delti , e Piero che giunge dalla sinistra correndo , e dice con forza.
PiK. Che è ciò. Veneziani?
Dessa è figlia a Vittore Pisani. Coro A Pisani ! Mau. La sono.
Coro {Icisdando Maria ^ che corre a porsi sotto la protezione di Piero j si scaglia sopra Rarbo tp idando :)
E tu, indegno , A tal onta la osavi far segno?... E noi lutti traevi in inganno?... Tanta infamia ricada in tuo danno...
Muori dunque... (brandendo i pugnali uanno per iraf- figgerlo. Maria correndo a frapporsi dice :)
Mar. Lo impongo, sostate;
La sua vita a Pisani donate.
(^7 Coro ripone i pugnali^ ma non abbandona mai Barbo:)
Mar. Sarà Venezia vindice (al Coro)
Dell' inaudito insulto,
E de' Pisani inulto
Non resterà l'onor. Non avrai scudo, o perfido, {« Barbo)
Nel nobile natale...
A te sarà fatale
Quest'onta, o traditor. P1E.5C0RO Sì, delle leggi il fulmine
Ti colga , 0 traditor. Bar. Non più... non più... lasciatemi ,
Voi siete i traditor.
(Con improui^iso moinmento si suincola dal coro ^ e fugge verso la destraj Piero e parte del Coro lo seguono cor- rendo ^ mentre Maria ^ scortata da alquanti Marinai , parte dalla sinistra)
34 ATTO
SCENA Vili.
Memo della tenda militare di Vittore Pisani, Nel fondo a destra è l'ingresso principale chiuso da gran cortinaggio. Altra cortina a sinistra dello spettatore chiude il letto da campo delV Ammiraglio, Nel davanti vi sarà una tavola sem- plice sulla quale è V occorrente per iscrivere , ed il bastone simbolo del supremo comando. Presso la tavola qualche sedia pure da campo , ed una più comoda. Presso V ingresso vedesi lo stendardo che Pisani avrà ricevuto dal Doge nella scena XII, atto II, Il tutto è rischiarato da un gran fanale da galeone che sporge da un' antenna,
Witiore Pisani viene dall' interno della tenda. Egli è in completa assisa di ammiraglio , sofferente ; ha in mano un plico di carte suggellate , e cammina a stento appoggiato ad un marinaio , al quale , dopo essersi adagiato , dice :
ViT. Vanne, mio fido; al nobil Memo e adduci Fa noto il mio voler che qui s'accolgan.
M XWlìS . (P^^'^^ dati* ingresso principale)
ViT. Sarà l'estrema volta forse questa... {silenzio)
O mia natal laguna.
Dunque morirli in seno invan sperai!... {sospira) Ma Dio lo vuol!... non ti vedrò più mai.
SGENi IX.
Detto e Maria ansante dal centro.
Mar. Ah padre mio, rivedi
La tua figlia! da Piero ancor salvata... Vrr. Che t'accadde, mia figlia? Mar. Barbo...
ViT, Barbo?
Mar. Che qui approdò furtivo,
Da compri audaci secondato, osava
A forza trascinarmi a un suo naviglio,
Ma Piero... ViT. Ah! sempre Piero
É l'angelo che veglia i giorni tuoi!.^,.
TERZO 35
SCENA X.
Delti , e Piero frettoloso.
ViT. Ebben, che rechi?...
Pie. Il vile,
Mentre fuggia, dall'onde fu ingoiato. Mar. Tardi, ma a tempo! a 3 Iddio n'ha vendicato,
SGENA XI.
Memo seguito dai Sopracomiti e Detti.
MeìioNc appellasti, o Pisani, e qui ne vedi. ViT. Nobile Memo, e voi tutti m' udite...
Scritto è lassù, che lunge dal mio nido
Chiuder deggia quest'occhi... Tutti Oh che mai parli!.,,
ViT. Il vero, amici... già m'incalza e preme
L'inesorato artiglio della morte...
{si alza a stento^ prende dalla taf^ola il bastrrnc d' ammi- raglio e lo consegna a Memo)
Del navile l' impero a me commesso Io ti confido.., e tu eseguisci quanto p Qui di mia mano troverai vergalo..
(gli dà il plico s agirei la to j poi lo abbraccia, volto at^li altri esclama)
Siate prodi... Pisani rammentate, E la terra natia qual nume amate. {con fuoco) TuTTiAh tu ne strazii l'alma!...
Non disperare ancora.., deh! ti calma.
VlT, (ìndica a Piero di ai^i^icinarsi e gli presenta la propria spada)
A le... la mia memoria Onora in questo brando, E per la gloria veneta Rammentami pugnando... (f^ appressar
Maria, e unita la sua mano a quella di Piero dice loro)
, Sposi voi siate... uniscavi
Pel labbro mio il Signor.,,
3(5 ATTO TERZO
V amale... dall' empireo
Saprò vegliarvi ognor. p,}.. Neir alma mia indelebili
Starai! cotesti accenti;
Ma Dio che vede il gemito
Di tutti noi dolenti ,
No, no, non vorrà toglierli
De' veneti all' amor...
Ah vivi... alla vittoria
Saprò seguirti ancor.
Min [a parte singhiozzando)
(Gran Dio!... gran Dio!... deh toglili I giorni miei pe' suoi... A me, a Venezia serbalo, 0 tu che tutto puoi.)
Nel mio ravviva il palpito {al padre, stru.^.ndo^^^
Del tuo spirante cor. ^.J'J
M..io,CoRoNo, sopra un' urna gelida ^^
Non poserà il tuo allor; Gli adriaci plausi attendono
Di Chioggia il vincitor. . i. ,>• _\
.. ili (cade fra h braccia de Piero)
VlT. Ah! (attorniandolo)
TcTTi Ciel, che fu!
P.r \!An Edi muori...
^'^^•' ^^^ ^ Le tolde... il mare
(alcuni aprono le cortine del fondo e si uede la costa, il mare e
<"':. ,..; -.■-. ^' ««'- r'"tbtnS"Tr."iì
Che io vegga!... A me la mia bandiera... i
Turn . (desolati]
Non v' ha più ornai'....) ,
V,T. istrìngendosi al seno la bandiera) Morire... 10... ^0^•-^^^
Col leooe sul core... ,r Oh ciel! spiro'....
Tutti ^ (QuWro e cala la leU
FliNE.
KLENCO DEI LIBRETTI D OPERE TEATRALI
PUBBLICATI COI TIPI DI
FRANCESCO LUCCA
;>Adelia. . /^/idriana Lècouvreur pAìlRiì Cameron.
Anna Bolena. /Mtala. pattila. pArmandoilgondoliero
Beatrice di Tenda.
Belisario. //Bernabò Visconti.
Capuletiei Monlecchi. pCaterina Howard. pCellini a Parigi.
Chi dura vince.
Cliiara di Rosemberg. pClarice Visconti. ^Corrado console diMii, /^Cristoforo Colombo /9CIa rissa Harlowe ;)Dante e Bice. pDon Checco. )>Don Crescendo. ;>Don Pelagio. pDotlor Bobolo. pDue moglie in una. pElena di Tolosa.
Elisa. pElvina.
Eran due or son tre. .jjEsmeralda. '/jEster d'Engaddi.
Fausta. pFolco d'Arles. ^Funerali e danze. ^Gabriella di Vergy.
Gemma di Vergy. ^Giovanna di Castiglia. jpGiovanna I di Napoli pGiralda. pGW Ugonotti. /)Gli Studenti. /)Griselda.
Guglielmo Teli. pi due Figaro. pi Falsi Monetari. pi Pirati spagnuoli. ^ Il Crociato in Egitto.
li Barbiere di Siviglia
Il Giuramento.
pil ritorno di Columella
pi Gladiatori.
pìì Birraio di Preslon
Il Bravo, pll Convito di Bardass plldegonda. pi Martiri, pi Masnadieri, pll Borgomastro
IPCampanello pll Corsaro, pll Deserto. Ode Sinf. pll Giudizio Universale
Oratorio. pU Mantello, pll Matrimonio per con- corso.
Il nuovo Figaro.
I Puritani e i Cavalieri p\\ Reggente.
II Furioso, pll Templario.
Il Turco in Italia.
Il Pirata, pll Franco Bersagliere, pll Saltimbanco.
Il Ventaglio, pll Duca di Scilla. pJone.
La Gazza Ladra.
La pazza per amore. pLa Cantante.
La Cenerentola. pLa Favorita. pLa figlia del Proscritto pLa figlia del Regg. pLa Maschera.
La Muta di Portici. pLa prova di un'opera
seria. pLa Regina di Leone. pL'arrivo del sig. zio.
L'Assedio di Corinto pLUssedio di Leida.
La Sonnambula.
La Straniera. pLa Valle d'Andcra. pLa Villana contessa.
La Regina di.Golconda
La Vestale. pLazzareilo. pLa Vivandiera.
L Elisir d'amore. pLeonora.
pLe Nozze di Messina pLe. Precauzioni.
L'Italiana in Algeri.
Lucia di Lammermoor
Lucrezia Borgia. pLudro. pLuigi V. pLuisella, o la Canta-
Irice del Molo. pL'uomo del mistero. pL''osteria d'Andujar.
L'Ajo nel r imbarazzo. pL" Uscocco. pMinieredi Freimbergh pMarco Visconti. pMaria regina d'Inghil- terra.
Marino Falìero. ^Margherita. pMatilde di Scozia pMedea.
pMìgnonè Fan-Fan pMorosina
Mosè. pNon tulli i pazzi sono airOspedale.
Norma,
Otello. pPipelè. pPaolo e Virginia.
Parisina. pPoliuto. ^Pelagio. pRoberto il Diavolo.
Roberto Dèvereux.
Semiramide. pSer Gregorio.
Torquato Tasso.
Un'avv. diSca'ramt pUn Geloso e la
vedova. pVioIetta. *^ pVirgIhjàt.** pVittore Pisani
NB. Quegli segnati col (p) seno di propiiità dei suddetto Edio